Diagnosi dell’intolleranza al lattosio: come orientarsi tra i principali esami

Gonfiore, crampi addominali e quel senso di malessere che compare puntuale dopo aver mangiato un latticino. Se ti ritrovi in questa descrizione, probabilmente sospetti un’intolleranza al lattosio.
Tuttavia, prima di eliminare drasticamente formaggi e latte dalla tua dieta, è fondamentale procedere con un percorso diagnostico corretto. Esistono infatti diversi test sul mercato, ma non tutti hanno la stessa validità scientifica. In questo articolo facciamo chiarezza su quali esami sono realmente utili e come interpretare i risultati.

H2-Breath Test: il “Gold Standard” della diagnosi
Il metodo più comune e affidabile per diagnosticare l’intolleranza è l’H2-Breath Test (test del respiro). È considerato il “Gold Standard” dalla comunità medica perché è un esame non invasivo, economico e preciso.

Come funziona nello specifico?
Il test misura la quantità di idrogeno (H2) presente nell’aria che espiri. Il procedimento segue passaggi molto precisi:
1. Misurazione basale: si effettua un primo soffio nello strumento per stabilire il livello di idrogeno a riposo.
2. Assunzione di lattosio: il paziente beve una soluzione contenente circa 25g di lattosio (l’equivalente di circa 500ml di latte).
3. Misurazioni regolari: per le successive 3-4 ore, si effettuano soffi a intervalli di circa 30 minuti.

Perché si misura l’idrogeno?
La logica è semplice: se il tuo organismo non riesce a digerire e assorbire il lattosio nell’intestino tenue, questo finisce nel colon. Qui viene fermentato dal microbiota intestinale, producendo idrogeno che passa nel sangue e viene poi espulso attraverso i polmoni.
Il risultato conferma l’intolleranza quando i livelli di idrogeno nell’espirato superano di almeno 20 parti per milione (ppm) il valore iniziale registrato a inizio test.

Il test genetico
Il test genetico non rileva l’attuale mal digestione del lattosio, ma analizza il tuo DNA. Serve a capire se possiedi la variante genetica che porta alla riduzione della produzione di lattasi (l’enzima che scompone il lattosio) nel corso del tempo.
È molto utile per distinguere tra un’intolleranza primaria (genetica e permanente) e una secondaria (transitoria, che può derivare da altre patologie, da condizioni che danneggiano l’intestino o da specifiche terapie).
D’altra parte, il limite del test genetico è che un risultato positivo indica che sei predisposto, ma non significa necessariamente che tu sia già intollerante in questo momento.

Il test di esclusione: la prova pratica
Un metodo semplice, spesso suggerito dai medici come primo passo, è l’eliminazione totale del lattosio per 15 giorni, seguita da una graduale reintroduzione. Se i sintomi spariscono durante l’astinenza e ricompaiono con l’assunzione, l’indizio è quasi una prova. Tuttavia, solo l’H2-Breath Test può fornire una conferma clinica ufficiale.

E se il test dice “Sì”? Niente panico!
Ricevere una diagnosi di intolleranza al lattosio non è una condanna a una vita di pizza senza mozzarella e sguardi malinconici davanti alla vetrina della gelateria. Grazie ad integratori alimentari di lattasi come Lacdigest® Lactofree puoi dare una mano al tuo intestino. Basta una compressa poco prima del pasto per goderti l’aperitivo con gli amici o il cappuccino al bar in totale serenità.

Domande frequenti sulla diagnosi di intolleranza al lattosio (FAQ)
Quanto dura il Breath Test e come ci si prepara? Il Breath Test ha una durata media di circa 3-4 ore, con misurazioni ogni 30 minuti. È necessario presentarsi a digiuno da almeno 8 ore e sospendere eventuali antibiotici o fermenti lattici nelle settimane precedenti, seguendo le indicazioni del proprio medico.

Quali sono i valori di riferimento per un Breath Test positivo?
Il test è considerato positivo quando si registra un incremento di idrogeno nell’aria espirata superiore a 20 ppm rispetto al valore basale registrato all’inizio dell’esame.

Che differenza c’è tra il test genetico e il Breath Test?
Il test genetico individua la predisposizione ereditaria, mentre il Breath Test valuta la capacità effettiva di digestione del lattosio nel momento in cui viene eseguito l’esame.

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[note]
Lacdigest® Lactofree è un integratore a base di lattasi indicato nei soggetti che mal digeriscono il lattosio. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di un sano stile di vita. Non superare la dose giornaliera consigliata. Un consumo eccessivo può avere effetti lassativi.

Codice di deposito
IT-LACDILF-0042