Intolleranza al lattosio: riconoscerla per non rinunciare a nulla
Alzi la mano chi, dopo una pizza con la mozzarella o un gelato, ha provato quella fastidiosa sensazione di “lievitazione spontanea” della pancia. Se dopo aver mangiato latticini ti ritrovi spesso a combattere con gonfiore e crampi improvvisi, potresti far parte del grande numero di persone intolleranti al lattosio.
Non si tratta di una malattia, ma di una condizione digestiva molto comune che è utile imparare a gestire per non rinunciare al piacere della tavola.
Ma quindi cos’è l’intolleranza al lattosio?
L’intolleranza al lattosio non è un’allergia, ma una condizione metabolica legata alla difficoltà di digerire il lattosio, lo zucchero principale del latte. Tutto dipende dalla lattasi, un enzima prodotto dal nostro intestino che ha il compito di scomporre il lattosio in due zuccheri più semplici, glucosio e galattosio, permettendo così al corpo di assorbirli correttamente. Quando la produzione di lattasi è insufficiente, il lattosio non digerito prosegue il suo percorso nel sistema digerente, diventando la causa diretta dei fastidiosi sintomi che molti di noi conoscono.
Una condizione diffusa nella quotidianità
Oggi chiedere se un piatto contenga lattosio, dal bar al ristorante, è più comune di quanto si pensi. Per chi è intollerante, questo significa spesso dover analizzare attentamente ogni menù, controllando anche gli ingredienti più insospettabili per evitare che una bella serata si rovini sul più bello.
Si tratta di un disturbo molto frequente che colpisce adulti, anziani e bambini. Basti pensare che, in Italia, la diffusione è così ampia che a ogni tavolata mediamente 1 persona su 2 è intollerante al lattosio1.
Non si tratta solo di una questione digestiva. I sintomi dell’intolleranza possono impattare negativamente sulla quotidianità2, condizionando la socialità e limitando la serenità nel tempo libero. Per chi ne soffre, le rinunce non riguardano solo gli alimenti più ovvi come latte e formaggi freschi, ma possono compromettere anche l’organizzazione di viaggi e la partecipazione a occasioni speciali.
I segnali del corpo: come riconoscerla
I sintomi dell’intolleranza al lattosio possono variare per intensità e frequenza a seconda della quantità di lattosio consumata, della gravità della carenza di lattasi e degli alimenti associati nel pasto. Solitamente, questi disturbi insorgono dai 30 minuti alle 2 ore successive all’assunzione di alimenti o bevande contenenti lattosio.
I segnali più comuni1 a cui prestare attenzione sono:
● Gonfiore addominale e flatulenza: dovuti alla fermentazione del lattosio che produce gas nell’intestino
● Dolore e/o crampi addominali: segnali fisici di una digestione che procede con fatica
● Diarrea: causata dal richiamo di acqua nel colon da parte dello zucchero non digerito
● Nausea e mal di testa: malesseri generali che possono compromettere il resto della giornata
Comprendere che alla base di questi fastidi c’è una semplice carenza enzimatica permette di passare dalla fase della “rinuncia forzata” a quella della gestione attiva. Grazie all’integrazione mirata di lattasi, con soluzioni come Lacdigest® Lactofree, è possibile tornare a vivere ogni momento sociale in serenità.
[note]
Lacdigest® Lactofree è un integratore a base di lattasi indicato nei soggetti che mal digeriscono il lattosio. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di un sano stile di vita. Non superare la dose giornaliera consigliata. Un consumo eccessivo può avere effetti lassativi.
Bibliografia
1. Storhaug C.L. et al. Country, regional, and global estimates for lactose malabsorption in adults: a systematic review and meta-analysis. Lancet Gastroenterol Hepatol 2017; 2: 738-46.
2. Heyman M.B. Lactose Intolerance in Infants, Children, and Adolescents. Sept.2006, 118 (3) 1279-1286.